Mar
03
2010

Gli ufo? solo nella pubblicità

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Riprendiamo da I Believe in Adv uno spot ideato per Greenpeace, in cui ci si chiede come mai gli ufo, che passano così frequentemente a pochi metri da terra, alla fine non rimangano mai sul nostro pianeta. Non sappiamo dire se sia l’inquinamento a dissuaderli come ipotizzano a Greenpeace, anche perchè viene il sospetto che temano almeno altrettanto lo stile di vita dell’Arkansas, da sempre sulla rotta delle navicelle di tutte le galassie. Com'è come non è, fatto sta che molti non hanno dubbi e sono davvero convinti che gli ufo esistano. La prova? La fotografia, o il video, ça va sans dire.

Facendo una ricerca casuale su Google, senza pretesa di alcuna completezza, si trovano conferme visive dell’esistenza degli ufo, ad esempio su Koroliov e su paranormale.biz, dove addirittura un ex astronauta accuserebbe il governo di nascondere la verità sugli ufo.

Foto e video come prova infallibile. Certamente a Castiglione della Pescaia, Grosseto,
ne hanno visti e ne portano pure le prove.

Questo video infine mostrerebbe, testuale, le migliori riprese degli ufo dagli archivi della Nasa. Mai fidarsi dell’apparenza, la fotografia (o il video) non dice necessariamente la verità, come spiega Michele Smargiassi nel suo libro Un’Autentica Bugia o nel suo blog Fotocrazia, o qualche anno prima di lui l’Antonioni di Blow Up con il fotografo David Hemmings alla ricerca ossessiva di un ipotetico cadavere entrato per caso in una foto. Del resto basta aver letto L'occhio del fotografo di John Szarkowski per chiaririsi che la realtà in fotografia è cosa ben diversa dalla realtà. Difficile prendere posizione, la credenza negli ufo è molto radicata specialmente nella cultura americana perlomeno dagli anni 40-50, quando è ambientato il bellissimo L’uomo che non c’era di Joel ed Ethan Coen. Nell’archivio storico di Corbis si trovano diverse foto-prove risalenti a quegli anni. New Mexico, Massachussets, New Jersey i luoghi degli avvistamenti.
Curioso che madonne piangenti e santi appaiano sempre a pastorelli sperduti nelle comunità rurali più reazionariamente cattoliche, mentre gli ufo siano appannaggio quasi esclusivo della provincia americana, cresciuta a pane, fumetti e cinema. Insospettito da questo fenomeno qualche anno fa Francesco Jodice, in uno degli episodi del suo progetto Natura intitolato The Mersey Valley Case, aveva indagato i luoghi le persone e gli ambienti in cui questi avvistamenti avevano avuto luogo: un pretesto per interessarsi, e interessarci, a un territorio, a una comunità umana.
L'unico auspicio, tanto per variare un po' gli scenari, è che vengano avvistate presto madonne piangenti nel Kentucky e dischi volanti in provincia di Enna. Restiamo in attesa fiduciosa, la massiccia cura a base di serie tv americane a cui siamo sottoposti certamente prima o poi darà i suoi frutti.

Commenti  

 
#2 daniele genchi 2010-04-09 10:15
"A proposito di «realtà», ci vediamo condotti a indicare un altro fatto, che corre il rischio di passare inosservato per molti, ma che è tuttavia degno di esser rilevato come segno dello stato d'animo di cui parliamo: è che il termine « realtà », nell'uso corrente, vien riservato esclusivamente alla sola realtà sensibile. Poiché il linguaggio è l'espressione della mentalità di un'epoca e di un popolo, si deve concludere che per tutti coloro che parlano in tal guisa quel che non cade sotto i sensi è «irreale», cioè illusorio, o addirittura inesistente."(LA CRISI DEL MONDO MODERNO-RENÉ GUÉNON)
 
 
#1 Michele Smargiassi 2010-03-03 16:07
Grazie Federico per la citazione... Nel mio libro pubblico una foto di Ufo per spiegare come la credibilità di una fotografia dipenda sostanzialmente dalla disponibilità di chi la guarda a crederla vera. Io penso che abbiamo molte "critiche della falsificazione" ma poche o nessuna "critica della credulità". Ho cercato in parte di colmare la lacuna, senza però scordare che, nella "zona grigia" fra ciò che è senz'altro credibile e ciò che non lo è, la fotografia è in grado di spostare il confine verso la credulità, servendosi del suo straordinario (e niente affatto intaccato, a dispetto di tutti i teorici del "simulacro") potere di autenticazione.
Michele Smargiassi
 


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