Mag
13
2010

Faccia a faccia con la copertina

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Lo sappiamo, il marketing è spesso una questione di immagini. E quello culturale non è da meno. Ad esempio, giudicate mai un libro dalla sua copertina? Forse la parola giudizio è troppo forte. Meglio la parola attrazione. Siete mai stati irrimediabilmente attratti da un libro solo per la sua copertina? Quasi sicuramente sì. I criteri di attrazione saranno di certo soggettivi. Ci sarà chi è istintivamente attratto dalla predominanza raffinata del bianco dei libri Einaudi, elegantissimi nel loro minimalismo.

C’è chi non resisterà invece a prendere in mano un libro che ha in copertina una fumettosa illustrazione. Ora, dando una rapida occhiata al panorama delle copertine dei libri di recente uscita nell’universo editoriale italiano, una cosa si nota subito: la grafica attualmente vincente nel mercato è proprio quella che si serve della fotografia; in genere, titolo del libro sopra a un’immagine accattivante impaginata al vivo. In passato era una prassi quasi esclusivamente dell’editoria fotografica, ora questa tendenza diffusa rende gli scaffali delle librerie luogo di un continuo adescamento visivo.

Ma allora: c’è un’interessante ricerca fotografica da parte delle case editrici? Che tipo di immagini vengono usate più comunemente? Se ci fate caso, per la maggior parte si tratta di ritratti, (primi piani, primissimi piani o ritratti ambientati), e per la maggior parte, di ritratti di donne. Meglio, di giovani donne. L’oggetto della visione non è statico, ma compie un’azione; quasi sempre ha uno sguardo dritto in macchina a fissare e interpellare il potenziale lettore, il potenziale acquirente. Rizzoli e Mondadori sono a quanto pare in prima fila, in questo corteggiamento degli sguardi. Ma non sono i soli.

I meccanismi sembrano essere esattamente quelli della pubblicità di qualsiasi prodotto: immagini per lo più patinate, con un tocco di mistero, che funzionano come oggetto di riconoscimento e di confronto per una donna, di piacere della vista per l’uomo. Il piacere della vista d’altra parte stimola la mente, si potrebbe pensare. E anche, si potrebbe pensare, che il corpo delle donne, persino sugli scaffali di una libreria, continua a essere una merce redditizia.
Per fortuna che in quell'edizione Einaudi de Il maestro e margherita ci sono stati risparmiati gli occhi sgranati di una Margherita che ci fissano dal comodino, facendoci così la grazia di lasciarcela immaginare un po’ come vogliamo.


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