Arles, Rencontres 2010
di f.db
Fotografare e sparare hanno in comune il gesto: prendere la mira, inquadrare in un mirino, azionare un interruttore, e, in inglese, il verbo: to shoot, che appunto identifica entrambe le azioni. Shoot! La Photographie Existentielle è intitolata una delle mostre più divertenti dell’edizione 2010 dei Rencontres d’Arles, la cui settimana inaugurale si è appena conclusa. Le mostre saranno visitabili fino al 19 settembre prossimo. Quest’anno le esposizioni sono raccolte in Promenade tematiche. Shoot ad esempio fa parte della Promenade Argentique, che riflette sul passaggio al digitale e la scomparsa della fotografia analogica. Se in Shoot bisogna almeno provare a farsi una foto letteralmente sparando (quasi) nell’obiettivo della macchina (e dunque a se stessi) e infine trovarsi tra i quattro fuochi delle sparatorie più famose del cinema, in La Seconde Histoire di Zhang Dali, si può non solo apprezzare la falsificazione sistematica della verità fotografica operata dalle autorità cinesi, ma anche confermare, semmai ce ne fosse bisogno, che il digitale in quanto a manipolazione non ha inventato nulla, semmai cambiato gli strumenti e forse i risultati.
Lungo la Promenade Rock si incontrano la genesi, il trionfo e la fine dell'estetica punk in I am a clichè, e una mostra dedicata alla figura di Mick Jagger.
Nella Promenada Argentine, dedicata alla fotografia argentina contemporanea, si va dalle provocazioni anticlericali e libertarie delle installazioni e dei fotomontaggi di Leon Ferrari, esposti nella église Sainte Anne, all’estetica atomica proposta da Gabriel Valansi, fino alle varie rivisitazioni del feroce periodo della dittatura dei generali.
Passando ai premi, il Discovery Award di questa edizione è andato a Taryn Simon che con Innocents ha raccontato clamorosi errori giudiziari, mentre il nuovo Luma Award è andato all’artista americana Trisha Donnelly.
Miglior libro contemporaneo è risultato Yutaka Takanashi, Photography 1965 – 74 di Roland Angst, Ferdinand Brueggemann e Priska Pasquer, pubblicato dalla berlinese Only Photography, mentre tra le pubblicazioni storiche ha vinto Japanese Photobooks of the 1960s and 70s di Ryuichi Kaneko e Ivan Vartanian, pubblicato da Aperture.
Non mancano ovviamente le nuove suggestioni, tra cui quelle di Regeneration 2, che, sotto la guida di William Ewing e Nathalie Herschdorfer, prova a fare il punto sulla giovane fotografia contemporanea. Fuori dal festival mostre e gallerie del circuito off, tra cui i libri esposti nella galleria Garage.
Nell'église des Fréres Prêcheurs si incontrano, tra le altre, le opere di Larry Fink, Dieter Appelt, Christer Stromholm, John Davies, della collezione di Marin Karmitz.
Tutte le immagini sono tratte dal catalogo del Festival (Actes Sud) e dal libro Regeneration 2 (Aperture).
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Arles, Rencontres 2010
