Fuori dalla storia la fotografia è come la pittura
di f.db
Raramente la fotografia e l’arte contemporanea si rivolgono così apertamente al passato, osservando e registrando, con un po’ di nostalgia per di più, un mondo rurale come quello ripreso da Clare Richardson in Beyond the Forest. Dagli anni 70 del secolo scorso, e certamente dal 1975, anno della mostra dei New Topographics alla George Eastman House, il paesaggio che ha interessato i fotografi è quello antropizzato, la natura solo quella in cui è riscontrabile una traccia lasciata dall’uomo, dalla storia, dalla modernità. Ce ne siamo occupati altre volte in questo stesso blog. Questa volta segnaliamo un libro, edito nel 2007 da Steidl, che è profondamente e strutturalmente diverso, dove l’autrice propone la vita di una comunità in cui il tempo sembra essersi fermato e un paesaggio dove la modernità sembra non essere arrivata.
Quando la storia trascolora nella leggenda, tanto che gli abitanti stessi di questo piccolo villaggio della Transilvania si dicono discendenti di un antico e leggendario personaggio del XII secolo, allora la fotografia si avvicina a una pittura dai colori tenui e dai profili morbidi. Spariscono i segni dei secoli delle rivoluzioni industriali e un’atmosfera sognante e senza tempo avvolge il racconto diventato ormai vera e propria fiaba. Quella di una comunità piccola, legata ai ritmi ai suoni al respiro di una natura in cui l’uomo è immerso. Quello che sconvolge è il ruolo dell’uomo in questo ambiente fuori dalla storia, prima della storia; la posizione dell’uomo non è centrale, tanto meno di dominio, ma di comunione e di accordo, non violento, quasi sensuale. Un ordine immutabile avvolge il villaggio e le sue campagne, qualsiasi gesto volto a turbarne l’equilibrio non sembra neppure pensabile.
Per la visione dell’uomo, della natura, dell’arte questo libro, da leggere come una favola, ricorda certi paesaggisti del cinque-seicento, ma ancora di più autori tardo ottocenteschi come Peter Henry Emerson e i suoi epigoni, che non a caso furono chiamati pittorialisti. Il ricercato e raffinato pittorialismo di Clare Richardson risulta perfettamente adatto a questa rappresentazione, a questa idea del mondo. Fuori dalla storia la fotografia è come la pittura.
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