Le parole (e le immagini) sono importanti
di f.db
Sarebbe troppo facile contrapporre a questo filmato, o alla versione integrale del Match tra Edoardo Sanguineti e Alberto Moravia moderato da Alberto Arbasino e visibile sul sito della Rai - dove si possono trovare altri spezzoni delle apparizioni televisive dei maestri del Novecento - una delle recenti trasmissioni che infestano la programmazione attuale. Dalla Pupa e il Secchione in giù (se si trova ancora qualcosa, ma probabilmente scavando si trova). Dunque meglio evitare. E poi anche allora c'erano sicuramente trasmissioni più leggere come oggi esistono programmi di qualità, dove le persone che parlano hanno mediamente qualcosa da dire, dove le singole parole hanno un peso e un senso. Che tempo che fa di Fabio Fazio, l'Infedele di Gad Lerner, Parla con me di Serena Dandini sono i primi esempi che vengono in mente. Per il resto si può dire che quel linguaggio, quel modo di pensare è stato cancellato, ostracizzato dal video. Anche sapendo poco o nulla del Gruppo 63, delle neoavanguardie o di poesia, non si può non restare ammirati dall'utilizzo che Edoardo Sanguineti, recentemente scomparso, fa della parola, la precisione, l'esattezza, la cura con cui ciascun termine viene scelto e utilizzato. Un dibattito del genere con quel linguaggio, con quei temi: la neoavanguardia, il 68, il rapporto tra la letteratura e l'arte tutta e l'impegno politico è stato trasmesso dalla stessa azienda che oggi versa nella situazione che tutti conosciamo. Anche visivamente, pur nella semplicità, che rasenta la povertà e la casualità, delle scenografie, delle inquadrature, delle luci, non si può non trovare ristoro in questi toni medi, normali, specie se confrontati con certe pacchianissime scenografie, coreografie, e soprattutto illuminazioni di questi nostri giorni: i programmi fotocopia del pre-serale di rai 1 e canale 5 fanno sembrare un film come 300 una sobria ricostruzione storiografica. D'altro canto la spettacolarizzazione, fino al ridicolo, ha trionfato in tv senza appello. Certi Catania -Siena su Sky sono più ansiogeni della giornata di un broker alla borsa di Tokyo.
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Le parole (e le immagini) sono importanti

Commenti
la televisione di "massa" rimane senz'altro un mezzo di comunicazione potente che influisce in maniera pesante sulla concezione della realtà da parte del telespettatore. Per molti è effettivamente la sola occasione di riflessione, sebbene spesso sia alienante. Credo tuttavia che, all'interno di un sistema culturale influenzato e influenzabile, non si possa trascurare la responsabilità personale di ognuno di noi (per richiamare una nota di esistenzialismo sartriano). Secondo me, le scelte sono certamente influenzabili, ma l'attuale sistema mediatico-culturale(che non permette la realizzazione di dibattiti sanguinetti-moravia in televisione)è anche (ma non solo) una conseguenza delle nostre stesse scelte (purtroppo).
sono d'accordo con te. Quando avevo sentito parlare sanguineti ero rimasto colpito dalla lucidità e dalla proprietà di linguaggio. Mi chiedo se un equivalente di questo confonto con arbasino moravia e sanguineti sarebbe possibile oggi. Ci sono degli spazi, è vero, ma la paura è che si restringano sempre di più o che diventino sempre più elitari: alle masse si dà [censura], chi ha gli strumenti e le possibilità si cerca qualcosa di meglio. Penso che il risultato sia smettere di parlare la stessa lingua e di capirsi. La televisione (di massa intendo, non il canale 780 sul satellite alle 3 del mattino) per la grande maggioranza delle persone è l'unica occasione per ascoltare voci come questa. Non credi? f
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