World Press Photo of the Year
di Alessia Tagliaventi
Ecco l'immagime premiata come foto dell'anno 2009 dal World Press Photo. Finalmente una scelta inaspettata. L'autore è l'italiano Pietro Masturzo, fotografo freelance di 29 anni. Il luogo è l'Iran, nei giorni convulsi del dopo elezioni presidenziali. La foto non stupisce con l'inquadratura azzardata, né con il sensazionalismo di un momento da prima linea. Ha certamente bisogno di una didascalia (meglio ancora se unita alla visione delle altre immagini della serie) per arrivare davvero al piano emotivo dell'osservatore, ma la sua forza è quella di essere l'inizio di una storia. Come giustamente dichiarato dalla presidente della giuria Ayperi Karabuda, un'immagine di questo tipo "dà prospettiva a una notizia". La storia, poco conosciuta, che questo scatto racconta è uno degli aspetti più commoventi della protesta iraniana. Dal giorno delle dubbie elezioni di Ahmadinejad i cittadini di Teheran si sono dati appuntamento ogni sera alle 22.00 sui tetti delle loro case per gridare insieme la loro rabbia, la loro speranza, la loro frustrazione, la loro preghiera. Allah u Akbar, Allah è grande, urlato per continuare a esprimere il proprio dissenso e non sentirsi soli, così come proprio Khomeini nel '79 aveva invitato gli iraniani a fare. I canti e le grida che risuonano nella notte di Teheran sono state la vera colonna sonora della rivolta, documentati anche da molti video dei cittadini caricati su YouTube. Un blog li ha raccolti tutti qui.
In questo video realizzato la notte del 19 giugno, il giorno prima dell'uccisione di Neda, una donna parla del suo paese sopra i canti che si sentono in lontananza.
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