Foto sparse nel cassetto - Alexandra Boulat
di Laura Leonelli
©Alexandra Boulat/VII
Le ha guardate da vicino come nessuno prima di lei. Donna tra le donne, Alexandra Boulat ha esplorato il mondo femminile islamico con una sensibilità e un senso giornalistico straordinari. È stata infatti la combinazione di questi elementi, gentilezza e determinazione, eleganza pittorica e intimità con i soggetti ritratti, a fare di lei una delle migliori reporter di guerra degli ultimi anni. Dai Balcani all’Afghanistan, dal Pakistan all’Iran, dall’Iraq alla Palestina. Ovunque, un volto femminile a raccontare il dramma, e se censurato da un velo a parlare bastava un dettaglio. Come queste mani, quasi un libro aperto per raccontare l’odio, quasi una coppa per accogliere dal cielo la benedizione di dio. Il 20 ottobre 2001, a poche settimane dall’attentato delle Torri Gemelle, Alexandra Boulat è in Pakistan. Il Generale Musharraf si è appena alleato a fianco degli Stati Uniti contro i Talebani. La popolazione insorge. A Peshawar gli uomini bruciano l’effige del presidente Bush, a Quetta le donne pregano maledicendo l’America. Eppure, nella violenza di una guerra che già allora si annunciava senza fine, la Boulat riesce a soffermarsi sui piccoli dettagli, sfumature, un ricamo di henné, quell’accordo di cielo e di fumo tra i veli e di nuovo le mani che sembrano vuote di ogni speranza. “Si può raccontare una guerra senza far vedere una pistola”, diceva la Boulat. Non è da tutti. Lei invece c’è riuscita, mostrando due sagome di donne nere che a Baghdad fuggono dal saccheggio dei palazzi ministeriali con il loro misero bottino. O a Gaza, seguendo la tragica passeggiata di un gruppo di bambini, sedie in mano, alla ricerca di una classe dopo il bombardamento della loro scuola. Oppure alla stazione degli autobus di Teheran, dove un profugo afgano, tornando a casa, scrive “I hate you Iran”. In quattro lettere, il dramma dell’esilio. Ancora una mano che cerca amore e scrive odio
©Alexandra Boulat/VII
Tratto dal volume Foto:Box, Contrasto
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Foto sparse nel cassetto - Alexandra Boulat
