Apr
20
2010

Infected Landscape - Shai Kremer

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Dalla sua fondazione nel 1948 Israele ha vissuto in uno stato di guerra semi-permanente, esclusi brevi periodi di relativa e precaria pace, sempre più rari dal 1967 in avanti. La storia del paese è costellata di conflitti con i paesi confinanti e con i palestinesi, che da tempo chiedono la creazione di uno stato indipendente. L'onnipresenza dell'esercito, un esercito di popolo, con un lunghissimo periodo di leva e il coinvolgimento dei giovani di entrambi i sessi, segna in profondità la società israeliana. Non solo la società, anche il paesaggio ha risentito della presenza così massiccia sul territorio dell'esercito, teatro di esercitazioni e manovre militari, e degli anni di guerra, e ne porta i segni. Shai Kremer con Infected Landscape mostra questo ambiente ferito attraverso immagini che per la loro bellezza estetica sono in forte contrasto con i soggetti ritratti, in questo esplicitamente citando la poetica di Richard Misrach.

I segni dell'uomo sul paesaggio sono uno dei principali ambiti della fotografia di ricerca perlomeno dal 1975, l'anno della mostra alla George Eastman House curata da William Jenkins e intitolata New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape, dove furono raccolte le opere di 10 autori il cui atteggiamento verso il paesaggio avrebbe influenzato tanta fotografia degli anni 70-80 e oltre. Un'eredità viva ancora oggi, visto che in alcune immagini Shai Kremer mostra la stessa attenzione per la morfologia del terreno modificato, ferito dall'intervento umano, perfettamente espressa dalle Untitled Views di Joe Deal.

Shai Kremer, The Separation Wall, Jerusalem, 2004

Joe Deal, Untitled View (Albuquerque), 1974


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