Lug
09
2010

Dietro l'immagine - Klavdij Sluban

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Le immagini della sua mostra "All'Est dell'Est" vista al Festival di Fotogiornalismo di Atri mi hanno impressionato. Abbiamo chiesto così a Klavdij Sluban di selezionare per noi una sua fotografia, alla quale è particolarmente legato, e di commentarla. Riportiamo il testo francese e la traduzione in italiano. Le sue fotografie sono esposte in questi giorni al Festival Les Rencontres d'Arles, nella mostra "Transsibériades".

Finlandia, 2004

Avons-nous réellement besoin de savoir ce que le photographe avait mangé au petit-déjeuner le jour où la photo fut faite, comment il était habillé, quel était le cours du Dow Jones ?

Rien de pire qu’une explication terre-à-terre pour ôter tout le charme qui émane de certaines rares photographies qui décollent de la réalité pour emplir l’imaginaire du spectateur. Car l’art se situe à la croisée des regards de l’artiste et du spectateur. Ou pour employer une expression plus mondialement compréhensible : une bonne photo est comme un but en pleine lucarne. Cela ne s’explique pas. Cela se déguste.

Pour ma part, je construis sur un déracinement. Au cours de mes voyages, je me défais de toutes mes certitudes, de toutes mes convictions, afin de faire se rencontrer la réalité de ce monde avec ma perception intime. Pour m’apercevoir en fin de course que…I am the wrong man at the wrong place.

 

Abbiamo realmente bisogno di sapere che cosa ha mangiato il fotografo a colazione il giorno in cui la foto è stata fatta, come era vestito, qual era il tasso del Dow Jones?

Nulla è peggio di una spiegazione terra terra per eliminare tutto il fascino che emana da alcune rare fotografie che si elevano dalla realtà per colmare l’immaginario dello spettatore. Perché l’arte si situa all’incrocio degli sguradi dell’artista e dello spettatore. O, per usare un’espressione più universalmente comprensibile: una buona fotografia è come un gol all’incrocio dei pali. Non si spiega. Si gusta.

Per quanto mi riguarda, costruisco a partire da uno sradicamento. Nel corso dei miei viaggi, mi disfo di tutte le mie certezze, di tutte le mie convinzioni, al fine di far incontrare la realtà di questo mondo con la mia percezione intima. Per accorgermi alla fine della corsa che... sono l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.


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