Finding Vivian Maier
di a.ta

Ha inaugurato l’8 gennaio al Chicago Cultural Center la prima mostra della ex sconosciuta Vivian Maier. La bambinaia di origine francese emigrata in America, morta lo scorso anno all’età di 83 anni, ha fatto lungamente parlare di sé, da un anno a questa parte, dopo il fortuito ritrovamento del suo impressionante lavoro. Ormai la storia è nota. Nel 2007 un agente immobiliare di Chicago compra all’asta una scatola di vecchi negativi ceduta dall’anziana proprietaria che si trovava in difficoltà economiche. Torna a casa, esamina il materiale, comincia a stampare e va a finire che scopre di avere tra le mani qualcosa di assolutamente inaspettato. Scatti incredibili, nella tradizione della migliore street photography americana. La storia è sorprendente. Le immagini ancora di più. John Maloof, il fortunato agente immobiliare, scansiona le immagini e le pubblica man mano in un blog. La risposta e l’interesse sono immediati. D’altra parte, la fotocamera 6x6 di Vivian Maier ha raccontato con la sintesi e l’eleganza originale tipica dei maestri del genere momenti grotteschi e poetici, dettagli e atmosfere di venti anni di strada americana. Vivian ha scattato ininterrottamente dagli anni ’30 fino agli anni '90 conservando migliaia di negativi mai stampati senza mostrarli a nessuno. Una storia perfetta per far nascere un mito: donna misteriosa, socialista, femminista e anti-cattolica, mascolina e taciturna. Morta peraltro pochi giorni prima che il suo scopritore provasse a rintracciarla. John Maloof ha annunciato la volontà di girare un documentario sulla storia e per l’autunno 2011 è prevista l’uscita di un libro pubblicato da Power House. L’attesa si accresce.
33 minatori, 69 giorni, 600 metri sotto terra. Ivan Alvarado
di f.db
"The miner in the photo is Johnny Barrios, and is part of the first video that the government distributed showing the condition in which the miners were. My first impulse was to take a clean photo just of the screen as a simple reproduction or frame grab. I looked for a dark place to eliminate reflections and put the laptop on top of a vehicle. I took one step back and the composition just came to me. The lights on the rocky horizon are from the mine, and the moon appeared just above. What I originally meant to be a simple reproduction became my way of illustrating a part of the miners’ story A computer screen shows one of the miners trapped underground August 26, 2010".
Text and picture by Ivan Alvarado
Il vulcano Eyjafjallajokull e l'aurora boreale. Il racconto di Lucas Jackson
di f.db
Il ghiacciaio Eyjafjallajokull fotografato da Lucas Jackson il 23 aprile 2010
A un certo punto, era l'aprile scorso, il traffico aereo è rimasto paralizzato per giorni come non lo era stato dall'attentato dell'11 settembre 2001. A provocarlo una circostanza meno luttuosa, un evento naturale: la straordinaria eruzione di un vulcano islandese. Qui sotto, il racconto di Lucas Jackson, testimone di quelle giornate islandesi in cui al fumo vulcanico si sovrappose l'effetto dell'aurora boreale, creando una luce e dei colori unici.
"Mi stavo concentrando sulla lava e sulla nuvola di fumo, straordinariamente grande. Non ne avevo mai vista una simila. Con il lontano sottofondo del rumore del vulcano stavo scattando qualche foto con la mia Canon 1DMKIV con lo zoom 70-200 per riprendere la fuoriuscita del materiale incadescente. A un tratto decisi di mettere mano alla mia Canon 5DMKII con un obiettivo 16-35mm, necessaria per fare qualche campo lungo. Il tempo di mettere a fuoco che mi sono accorto in una delle prime immagini prodotte di una leggera tinta verde nella parte alta del fotogramma. Ci ho messo un po' a realizzare che quello che stavo vedendo era l'inizio di una aurora boreale."
Fotografia e racconto di Lucas Jackson
There was a moment, last April, where the air traffic was blocked by the eruption of the icelander Eyjafjallajokull volcano. Here below the photographer Lucas Jackson tell those amazing moments, when Northern Lights and volcano's smokes mixed up, creating unique light and incredible colors.
"I was focusing mainly on the lava and its glow on the ash cloud as I hadn’t seen it as strong as this before. With the distant rumbling of the mountain, I shot some tight images with my Canon 1DMKIV and a 70-200 to get the lava trails before switching to my Canon 5DMKII and a 16-35mm for some wide shots. Shortly after getting the focus locked in I looked at one of my images to see a slight green tinge in the top of the photo. It took me a moment before I realized what I was seeing was the beginning of the Aurora Borealis peeking through."
Picture and story by Lucas Jackson
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